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Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale — l’AI Act — è entrato in vigore nell’agosto 2024. Non è una direttiva né una raccomandazione: è legge vincolante in tutti e 27 gli Stati membri. E le prime scadenze sono già passate.

Per le aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di IA in Europa, ignorarlo non è più un’opzione. Questa guida spiega cosa regola esattamente l’AI Act, a chi si applica, come classifica i rischi e quali sanzioni prevede.

Cosa regola l’AI Act (e cosa no)

L’AI Act regola i sistemi di intelligenza artificiale in base al rischio che rappresentano per le persone, non in base alla tecnologia utilizzata. Che il tuo prodotto usi reti neurali, modelli linguistici o visione artificiale non cambia nulla: ciò che conta è l’uso e il contesto.

Fuori dall’ambito di applicazione: sistemi a uso esclusivamente militare o di sicurezza nazionale, sistemi R&S senza deployment commerciale, e sistemi puramente personali senza impatto su terzi.

La piramide dei rischi: quattro livelli, quattro tipi di obblighi

Rischio inaccettabile — vietato

L’AI Act vieta senza eccezioni: manipolazione subliminale dannosa per le persone, sfruttamento delle vulnerabilità legate all’età, alla disabilità o alla situazione socioeconomica, scoring sociale generalizzato da parte di autorità pubbliche, identificazione biometrica in tempo reale in spazi pubblici (con eccezioni molto ristrette), riconoscimento delle emozioni in ambienti di lavoro e istituti d’istruzione, e inferenza di caratteristiche sensibili da dati biometrici.

Questi divieti sono in vigore dal febbraio 2025.

Alto rischio — obblighi severi

La categoria più rilevante per le aziende tecnologiche. Rientrano qui i sistemi che prendono o assistono decisioni in: selezione e gestione del personale, accesso all’istruzione, credito e servizi finanziari, assistenza sanitaria e diagnosi, infrastrutture critiche, applicazione della legge e gestione della migrazione.

Requisiti: sistema di gestione dei rischi documentato, governance dei dati, documentazione tecnica, supervisione umana attiva, robustezza e cybersecurity certificate, e log automatico dell’attività del sistema.

Rischio limitato — obblighi di trasparenza

I sistemi che interagiscono con le persone devono identificarsi come IA. Se la tua app ha un chatbot, l’utente deve sapere che sta parlando con un sistema automatizzato. I deepfake e i contenuti sintetici realistici hanno specifici obblighi di etichettatura.

Rischio minimo — nessun obbligo aggiuntivo

La maggior parte dei sistemi di IA rientra qui: filtri antispam, sistemi di raccomandazione di contenuti, strumenti di correzione testi, IA generativa per uso interno. Nessun requisito specifico dell’AI Act oltre alla normativa generale esistente.

A chi si applica l’AI Act

  • Fornitori: aziende che sviluppano sistemi di IA e li commercializzano nel mercato UE, anche tramite API
  • Deployer: aziende che utilizzano sistemi di IA di terzi in contesti professionali con impatto su persone
  • Importatori e distributori: aziende che introducono nel mercato UE sistemi di IA sviluppati fuori dall’UE
  • Aziende fuori dall’UE: se il tuo sistema raggiunge utenti europei, l’AI Act si applica indipendentemente dalla sede aziendale

Le scadenze principali

DataTraguardo
Agosto 2024L’AI Act entra in vigore
Febbraio 2025Divieti per rischio inaccettabile — già applicabili
Agosto 2025Obblighi per i modelli di IA per scopi generali (GPAI) come GPT-4 o Gemini
Agosto 2026Requisiti per i sistemi ad alto rischio (la maggior parte delle aziende tech)
Agosto 2027Scadenze aggiuntive per sistemi già in uso prima del regolamento

Le sanzioni: tre livelli in base all’infrazione

InfrazioneSanzione massima
Utilizzo di sistemi di IA vietati35 M€ o il 7% del fatturato globale annuo
Non conformità ai requisiti dei sistemi ad alto rischio15 M€ o il 3% del fatturato globale
Fornire informazioni errate alle autorità7,5 M€ o l’1,5% del fatturato globale

Primo passo pratico: classificare i propri sistemi di IA

Prima di qualsiasi investimento in conformità, l’esercizio più utile è un inventario di tutti i sistemi di IA che l’azienda sviluppa o utilizza — compresi quelli in outsourcing — e la loro classificazione secondo la piramide di rischio dell’AI Act.

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